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Interventi di chirurgia vascolare

Il team medico specialistico della clinica Magdalena, Croazia

I tipi d'intervento di chirurgia vascolare

L'intervento alle arterie carotidee

Si tratta d'interventi di chirurgia vascolare a carico delle arterie carotidee interessate da forte stenosi, a carico cioè di quei vasi sanguigni che hanno il compito di approvvigionare il cervello di sangue. Si effettuano per evitare l'insorgere di un ictus celebrale. Nella maggior parte dei casi si eseguono in anestesia locale. Il paziente durante l'intervento è sveglio e vigile e in grado di comunicare con il chirurgo. E, cosa ancora più importante, egli non avvertirà alcun dolore. Nei casi più complessi, prima dell'operazione il paziente sarà sottoposto a anestesia totale. Dopo l'intervento, il paziente sarà trattenuto sotto osservazione per 8-12 ore nel reparto di terapia intensiva. Seguirà il trasferimento nel reparto di chirurgia e, dopo 3 - 5 giorni della fase post-operatoria, il rientro a casa.

L'aneurisma delle arterie toracica e addominale

In presenza di un aneurisma (dilatazione) dell'aorta, è necessario intervenire chirurgicamente per evitare la rottura dell'aneurisma con conseguenze molto gravi e spesso letali.

La nostra struttura è lieta di potervi proporre due approcci terapeutici: il primo è quello classico, tradizionale, che prevede l'incisione chirurgica e l'anestesia totale. Si opera la resezione dell'aneurisma, mentre il tratto residuo del vaso viene ricostruito con una endoprotesi vascolare artificiale.

Quello appena descritto è il metodo con cui si operano gli aneurismi negli ultimi cinquant'anni. Si tratta di un metodo affidabile e sicuro, come testimoniano i dati del decorso post-operatorio dei tanti pazienti operati.

Negli ultimi tempi, tuttavia, si è fatto largo un metodo nuovo che prevede l'impianto di uno stent all'interno del vaso interessato dall'aneurisma, il cosiddetto trattamento endovascolare dell'aneurisma (EVAR o TEVAR). L'intervento si svolge in anestesia locale o in anestesia totale, ma è di breve durata. I vantaggi di quest'intervento sono la breve degenza in clinica e una convalescenza molto breve. Purtroppo, però, non tutti gli aneurismi possono essere risolti con il trattamento endovascolare. I nostri specialisti in chirurgia vascolare avranno cura di avvisarvi per tempo sul miglior metodo per la soluzione del vostro aneurisma.

La terapia chirurgica dell'arteriopatia periferica occlusiva

L'arteriosclerosi in generale può interessare qualsiasi arteria del nostro corpo, il cui restringimento causerà una riduzione dell'approvvigionamento del sangue arterioso all'organo interessato. Tali restringimenti si manifestano con maggior frequenza soprattutto nelle estremità, in particolare negli arti inferiori. Ciò comporta l'andamento claudicante tipico causato dai dolori, seri limiti all'attività fisica e, nei casi più gravi, al manifestarsi di ulcere agli arti inferiori, con l'estrema conseguenza della perdita dell'arto.

Per prevenire che la malattia porti a conseguenze così nefaste, la nostra clinica risolve l'arteriopatia periferica occlusiva con i seguenti interventi chirurgici mirati:

  • bypass aorto-bifemorale
  • bypass femoro-femorale
  • bypass femoro-popliteo
  • bypass femoro-crurale

Rivolgetevi al vostro chirurgo vascolare per saperne di più sui tipi e le modalità di esecuzione dell'intervento chirurgico.

Rischi e complicanze dell'intervento di chirurgia vascolare

Prima di decidere se sottoporsi o meno a un intervento di chirurgia vascolare, spesso occorre soppesare i rischi e i vantaggi. I rischi legati ai tanti interventi di chirurgia vascolare a carico delle arterie variano da operazione a operazione, e dipendono da vari fattori come:

  • l'età del paziente
  • lo stato del muscolo cardiaco
  • altri problemi di salute (es.: nefropatie, diabete, ecc.)

Il vostro chirurgo avrà cura di spiegarvi ogni aspetto dell'intervento, compresi i rischi a cui esso vi esporrà, comparandoli tuttavia ai rischi che correrete se non vi sottoporrete all'operazione. Ogni intervento chirurgico, e dunque anche l'intervento di chirurgia vascolare, può comportare l'insorgere di varie complicanze di minore e maggiore entità. Il vostro chirurgo e il vostro anestesista vi parleranno dei rischi possibili e attesi e delle difficoltà nel periodo post-operatorio.

Tra le complicanze di un intervento di chirurgia vascolare ricordiamo:

  • l'emorragia
  • il malfunzionamento dell'organo di destinazione dopo la rivascolarizzazione (arti inferiori, rene, ecc.)
  • l'aritmia (la tachicardia)
  • l'alterazione della conduzione dell'impulso elettrico nel cuore
  • l'infezione della ferita
  • problemi respiratori
  • l'infarto, l'ictus celebrale
  • la perdita dell'arto
  • la morte

Il vostro chirurgo avrà cura di spiegarvi ogni singola possibile complicanza.

1. Il periodo pre-operatorio, ossia quello che precede il ricovero in clinica

L'ambulatorio di chirurgia vascolare e l'ambulatorio di anestesiologia

Soffrite di una vasculopatia che richiede un intervento chirurgico che sarà eseguito nella nostra clinica? Il nostro rapporto inizierà prima del ricovero, con una serie di visite pre-operatorie nei nostri ambulatori specialistici. Effettuata la visita nel laboratorio di chirurgia vascolare, il vostro chirurgo vascolare vi spiegherà la natura della malattia, il tipo di intervento chirurgico indicato e vi indirizzerà all'ambulatorio anestesiologico. Qui avrete un colloquio con uno degli anestesisti della nostra struttura, al quale sottoporrete tutti gli esami fatti sino a quel momento. Se soffrite di una qualche malattia cronica e siete sotto terapia, è necessario che documentiate il vostro stato in modo tale che sia possibile valutare la gravità del vostro stato di salute, la regolarità della cura e il tipo di terapia prescritta.

L'anestesista, con cui potrete parlare di ogni esame effettuato, se necessario vi prescriverà ulteriori esami. Per ridurre ai minimi termini l'insorgenza di possibili complicanze e abbreviare al massimo i tempi della convalescenza post-operatoria, è necessario sia tenere sotto controllo le malattie croniche delle quali siete affetti, sia risolvere completamente ogni nuovo problema di salute che possa insorgere in attesa dell'intervento: raffreddori, mal di denti, infezioni al tratto urinario e simili. Nell'ambulatorio anestesiologico sarete informati dettagliatamente sul protocollo anestesiologico o sul procedimento delle cure intensive.

Quando sarò operato/a?

Saremo noi a comunicarvi la data prevista per l'operazione, oppure sarà il nostro chirurgo vascolare, in occasione della visita nel suo ambulatorio, a indicarvi la data approssimativa dell'intervento.

I pazienti il cui stato di salute è valutato tanto grave da richiedere un'operazione d'urgenza, di norma sono trattenuti in clinica sino al giorno dell'operazione.

2. Che cosa posso e che cosa non posso fare?

In quali termini devo limitare la mia attività fisica?

L'unico limite alla vostra attività fisica sono le condizioni e le possibilità del vostro cuore e quello che vi consiglierà di fare il vostro medico. Per ogni domanda relativa a specifiche attività fisiche, rivolgetevi con fiducia al vostro medico di base o al vostro chirurgo vascolare.

Mi preoccupa l'esito dell'intervento: come superare la paura?

È normale essere preoccupati e aver paura prima di un intervento al cuore. Parlatene con qualcuno a voi vicino, un familiare, un amico, qualcuno che abbia già subito un intervento al cuore. L'ignoranza è alla base dell'ansia e della paura. Siate curiosi di sapere tutto della vostra malattia. Rivolgetevi al medico - al cardiologo, al chirurgo, all'anestesista, al personale infermieristico, al vostro medico di famiglia.

Prendo tante medicine: quale farmaco devo smettere di prendere prima dell'operazione?

Continuate ad attenervi alla terapia farmacologica prescrittavi. Salvo quanto vi è stato consigliato dal vostro medico, non cessate di assumere i farmaci che normalmente prendete. Se avete qualche domanda legata ai farmaci della vostra terapia, rivolgetevi con fiducia al vostro medico di base o al cardiologo. Portate con voi in clinica, quando sarete ricoverati per essere operati, i farmaci della vostra abituale terapia nelle loro confezioni originali.

Il fumo fa male all'intervento chirurgico? Devo smettere di fumare?

Smettere di fumare è importante. Il fumo della sigaretta è deleterio per la salute perché provoca il restringimento delle coronarie, altera la produzione di secreto nei polmoni, accelera il ritmo cardiaco e favorisce l'ipertensione, oltre a rendere difficoltoso lo scambio gassoso e aumentare la concentrazione dei gas nocivi nel sangue. Il fumo, a lungo andare, danneggia permanentemente il sistema respiratorio e può favorire l'insorgere sia delle neoplasie, sia delle malattie croniche ostruttive del sistema polmonare, il che ridurrà sensibilmente la qualità della vita del paziente-fumatore. Il fumo è anche una delle cause del cancro alla vescica, il cui principale sintomo è l'ematuria, ossia la presenza di sangue nell'urina. Purtroppo, quando si manifesta questo sintomo, potrebbe già essere troppo tardi. Parlatene con il vostro medico di famiglia o frequentate uno dei programmi che aiutano a liberarsi della dipendenza da nicotina.

Che cosa devo mettere in borsa il giorno del mio ricovero?

Innanzi tutto portate con voi la vostra tessera sanitaria e la prescrizione medica attinente al ricovero, il tutto come concordato con il nostro Ufficio pazienti. Portate con voi le vostre medicine, nella loro confezione originale. Ricordatevi di portare il minimo indispensabile: pochi vestiti e tutto il necessario per l'igiene personale: la vestaglia da camera (aperta sul davanti), un paio di scarpe comode, lo spazzolino e il dentifricio, la spazzola per i capelli, il deodorante, l'occorrente per radersi, la vaschetta porta protesi dentaria, gli occhiali e l'apparecchio acustico (se necessario), biancheria e pigiami puliti che indosserete e cambierete durante i giorni della degenza post-operatoria, ecc. Lasciate ogni oggetto di valore (ingenti somme di denaro, anelli, orologi, braccialetti ecc.) a casa.

3. Benvenuti in clinica

Che succede dopo l'arrivo in clinica?

Appena arrivati, rivolgetevi all'ufficio pazienti al pianterreno, accanto alla reception.

Dovrete avere:

  1. la documentazione medica pregressa

Un addetto dell'ufficio pazienti avrà cura di accompagnarvi alla vostra camera.

Una volta sistemati in camera, sarete sottoposti a determinati esami pre-operatori:

  1. radiografia polmoni e cuore
  2. ECG - elettrocardiogramma
  3. esami del sangue
  4. altri esami su prescrizione del medico (ecografia, ecc.)

La mia famiglia desidera starmi vicina durante la mia degenza in clinica? Quali possibilità offre la località?

I familiari del paziente potranno trovare sistemazione in uno degli alberghi o delle altre strutture ricettive presenti nella località di Krapinske Toplice.

4. I preparativi in vista dell'operazione

Durante i preparativi pre-operatori sarete oggetto delle "particolari attenzioni" di un vero e proprio team di specialisti composto da un giovane chirurgo, un chirurgo esperto senior e da un anestesista. All'arrivo in clinica, continuerete la dieta e la terapia prescrittevi prima del ricovero. La sera prima dell'operazione consumerete soltanto una cena leggera. Potrete bere quando ne avrete necessità, fermo restando il divieto assoluto di bere alcolici. È importante esser digiuni 6 ore prima dell'intervento. È obbligatorio farsi la doccia e lavarsi i capelli con il sapone liquido che vi sarà fornito dal personale infermieristico del reparto. Fatevi la doccia la sera prima dell'operazione e la mattina del giorno previsto per l'operazione. Se soffrite di stitichezza, vi sarà data una supposta lassativa.

Visita anestesiologica preoperatoria

Il giorno prima dell'operazione, l'anestesista verrà a farvi visita per prendere visione di ogni aspetto della vostra documentazione medica. Vi illustrerà il programma di cura che comprenderà i protocolli in sala operatoria e quelli previsti nel Reparto di terapia intensiva.

Il giorno dell'operazione è arrivato

Circa un'ora prima di avviarsi verso la sala operatoria, vi sarà dato un sedativo che ingoierete aiutandovi con un sorso d'acqua. L'effetto sedativo e calmante del farmaco vi aiuterà a superare il senso di ansia normalmente avvertito prima dell'operazione.

5. L'intervento di chirurgia vascolare

Che cosa succede il giorno dell'operazione?

Circa un'ora prima di avviarsi verso la sala operatoria, vi sarà dato un sedativo che ingoierete aiutandovi con un sorso d'acqua. L'effetto sedativo e calmante del farmaco vi aiuterà a superare il senso di ansia normalmente avvertito prima dell'operazione.

Quanto durerà l'intervento?

L'intervento alle arterie carotidee e a quelle degli arti superiori e inferiori dura da una a due ore. L'intervento per il trattamento di un aneurisma dura dalle due alle tre ore. Fanno eccezione i casi molto complessi, sui quali sarete informati per tempo dal vostro chirurgo.

Riceverò una trasfusione di sangue?

Ogni trasfusione porta con sé una certa dose di rischio (la trasmissione di una malattia infettiva, l'incompatibilità con il sangue o con i suoi costituenti trasfusi). L'importante è sapere che si ricorrerà alla trasfusione del sangue o dei suoi costituenti soltanto se sarà necessario.

Il corso dell'anestesia

Il corso dell'anestesia dipende dal tipo di anestesia a cui sarete sottoposti. Una volta nella sala operatoria, il tecnico anestesista applicherà alla vostra pelle gli elettrodi che consentiranno di monitorare la funzione cardiaca. Poi l'anestesista introdurrà le cannule in materiale plastico nella vena dell'avambraccio e nell'arteria ulnare. Segue la somministrazione dei farmaci che vi prepareranno all'anestesia. Riceverete un mix personalizzato di farmaci sedativi, analgesici e miorilassanti. Quando iniziano ad agire, l'anestesista supervisiona e garantisce la persistenza di tutte le vostre funzioni vitali. Affinché ciò sia possibile con il massimo grado di sicurezza, l'anestesista provvederà a intubarvi con tutta una serie di tubi in plastica:

  1. Il tubo endotracheale - viene inserito attraverso la bocca nella trachea, mantiene libere le vie respiratorie e consente l'uso del ventilatore, ossia di quell'apparecchio che svolge al vostro posto la parte meccanica del processo respiratorio.
  2. Il sondino naso-gastrico - è un tubicino che, inserito nel naso, raggiunge lo stomaco. Il suo compito è quello di svuotare i contenuti gastrici per tutto il tempo in cui sarete collegati al ventilatore.
  3. Il catetere urinario - è quel tubicino che viene inserito nella vescica tramite l'uretra e serve per svuotare la vescica e monitorare la quantità di urina prodotta durante l'intervento.
  4. I cateteri venosi - questi tubi, che s'inseriscono nelle vene profonde del collo o sotto le clavicole, permettono di tenere sotto controllo e rilevare costantemente i valori della pressione in prossimità del cuore e di somministrare farmaci che agiscono sul sistema vascolare e sul miocardio.

Al termine dell'intervento, l'anestesista non vi sveglierà in sala operatoria, bensì nel Reparto di terapia intensiva, nel quale sarete trasferiti ancora sotto anestesia.

In caso di anestesia locale o regionale, il paziente è sveglio per tutto il tempo dell'intervento, non sente alcun dolore ma è capace di comunicare con l'ambiente che lo circonda. Nel corso dell'intervento chirurgico in anestesia locale o regionale, tutte le funzioni vitali del paziente saranno attentamente monitorate. Il paziente, terminato l'intervento, sarà trasferito nel reparto di terapia intensiva o nel suo reparto di destinazione.

6. La terapia intensiva

Quando un paziente è stato sottoposto a un intervento chirurgico in anestesia totale, il seguente procedimento si svolge nel reparto di terapia intensiva. Qualche ora dopo l'operazione, provvederemo a controllare la stabilità del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa, oltre a sincerarci dell'assenza di emorragie in corso. Se la fase post-operatoria non presenta alcun problema, l'anestesista vi sveglierà eliminando il farmaco ipnotico che vi teneva addormentati. Sarete consapevoli di ciò che accadrà intorno a voi e comprenderete quello che vi diranno le infermiere del reparto e l'anestesista. Costoro vi rivolgeranno semplici domande, alle quali sarete chiamati a rispondere con un cenno del capo. Non potrete ancora parlare ma, in compenso, respirerete in completa autonomia.

Quando riprenderete a respirare autonomamente e senza alcuno sforzo, rimuoveremo il tubo endotracheale. A quel punto potrete parlare.

Il decorso post-operatorio comprende i seguenti procedimenti:

  1. la rimozione del sondino naso-gastrico
  2. la rimozione dei drenaggi
  3. l'assunzione graduale di liquidi e cibo
  4. non riceverete più farmaci per via endovenosa, ma in forma di pastiglie o compresse
  5. sarete sottoposti a esercizi di fisioterapia
  6. i preparativi per il trasferimento al reparto di cardiochirurgia

Raggiunti con successo tutti gli obiettivi del rapido recupero dopo l'intervento, la vostra degenza continuerà nel reparto di terapia intensiva. Prima di continuare le cure nel reparto di chirurgia, l'anestesista verificherà la stabilità del funzionamento dei vostri sistemi vitali e, assieme al personale infermieristico, vi impartirà a voce le istruzioni che dovrete seguire appena sarete trasferiti al reparto di chirurgia.

Sentirò dolore dopo l'operazione?

Se avvertite dolore o bruciore nella regione dell'incisione, ditelo al personale infermieristico o all'anestesista che provvederanno a somministrarvi la giusta dose di analgesico per eliminare del tutto ogni dolore.

Cos'è la fisioterapia e come viene effettuata?

La fisioterapia comprende tutta una serie di esercizi che vi saranno mostrati dal fisioterapista e che sarete chiamati a eseguire, con il suo aiuto, fin dal momento in cui sarete staccati dal ventilatore. Innanzi tutto si tratta di esercizi di respirazione finalizzati alla completa riattivazione della funzione respiratoria dopo che i vostri polmoni sono stati ventilati artificialmente. Segue una serie di esercizi che interessano le braccia e le gambe, e che consentono di mantenere a un buon livello il tono muscolare e la mobilità dell'apparato locomotore. La capacità di assumere la postura seduta e quella in piedi è un importante criterio per decidere il trasferimento al reparto di chirurgia.

Che cosa posso mangiare subito dopo l'operazione?

Subito dopo l'operazione, di solito, non si avverte il senso della fame, ma col passare del tempo l'appetito ritornerà quello di prima. Osserverete una dieta che prevederà cibi leggeri, adatti alle vostre esigenze. Essa proseguirà anche nel reparto di chirurgia.

I miei familiari in che modo saranno informati sul mio stato di salute mentre mi troverò nel reparto di anestesiologia o nel reparto di terapia intensiva?

Ogni giorno dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 19.00 i vostri familiari potranno informarsi del vostro stato di salute chiamando (moramo definirati koji broj i tko će se javljati).

Potrò ricevere visite di familiari quando sarò ricoverato nel reparto di terapia intensiva?

I vostri familiari potranno farvi visita a patto che siano sani. È possibile che, per ragioni di carattere epidemiologico, le visite siano limitate o interdette per un certo periodo di tempo. Si sconsigliano le visite di minori d’età inferiore ai 16 anni. Il tempo delle visite andrà concordato con l’anestesista di turno. Durante le visite, i familiari sono tenuti al rispetto del Regolamento interno della Clinica.

7. Cure e convalescenza in reparto.

Chi si prenderà cura delle vostre cicatrici?

Il personale infermieristico ha il compito di controllare quotidianamente le vostre ferite. Le fasciature saranno rimosse due giorni dopo l'operazione. Durante i primi giorni successivi all'intervento, le ferite saranno disinfettate una o due volte al giorno con uno speciale liquido antisettico. Attorno alle incisioni potrete avvertire rossori, gonfiori, secreto e, più tardi, ematomi: si tratta di fenomeni assolutamente normali che, col passare del tempo, scompariranno completamente.

Ecco alcune importanti regole igieniche da seguire:

  • non toccate le ferite!
  • non staccate la crosta formatasi sulla ferita, né i cerotti adesivi!
  • non cospargete le ferite con lozioni per il corpo o talchi!
  • se sentite prurito attorno alla ferita, copritela con una garza umida. Quest'espediente vi aiuterà a sopportare meglio il prurito.

In occasione della prima doccia (dai 3 ai 5 giorni dopo l'operazione), lavate la ferita (la cicatrice) con molta attenzione con acqua e sapone, ed asciugatela con un asciugamano ma senza strofinare.

Prima di essere dimessi, riceverete le necessarie istruzioni sulla cura e la pulizia delle cicatrici. Prima di essere dimessi, saranno rimossi dal vostro sterno gli elettrodi e i fili di sutura temporanei.

Respirare profondamente e tossire: esercizi per il recupero post-operatorio

L'operazione al cuore lascia qualche conseguenza nei polmoni, compresa una maggior quantità di secreto. I parametri della vostra funzione respiratoria saranno monitorati giornalmente. Potrete avvertire un senso di tensione e dolore nell'area della cassa toracica e alle spalle.

  • Respirare profondamente e tossire sono esercizi molto importanti per la ripresa del paziente dopo l'operazione. Aiutano, infatti, a evitare complicanze a livello polmonare. Respirare profondamente aiuta a ripristinare la funzione polmonare, tossire aiuta a eliminare il secreto in eccesso.
  • Respirate profondamente alcune volte (come quando annusate un fiore o il profumo del pane appena sfornato), trattenete il respiro per 3 secondi, rilassatevi, espirate e ripetete il procedimento daccapo.
  • Quando tossite, comprimete con un cuscino o una coperta piegata la gabbia toracica, in modo da proteggere e supportare la regione della cicatrice. Non abbiate paura di tossire - uno o più colpi di tosse non potranno danneggiare la vostra ferita.
  • Assumere analgesici aumenterà l'efficacia di questi esercizi e lenirà eventuali sensazioni di dolore.

Gli esercizi di respirazione, che potrete eseguire sia a letto, sia seduti su una sedia, inizieranno subito dopo l'estrazione del tubo endotracheale. L'ideale è eseguirli ogni ora per 3-5 minuti (eccetto il tempo dedicato al sonno).

Attività fisica

  • Ricordate: ogni attività fisica rappresenta uno sforzo per il vostro corpo dopo l'operazione. Una certa sensazione di spossatezza e di debolezza sono normali nel periodo di convalescenza.

La vostra forma fisica migliorerà di giorno in giorno. I miglioramenti in questo senso non vorranno dire soltanto poter camminare, ma anche poter stare seduti per periodi sempre più lunghi. Sarà normale che certi giorni vi sentirete meglio e certi peggio. Fin dal primo giorno successivo all'operazione sarete in grado di camminare con l'aiuto di un'infermiera o del fisioterapista.

I primi giorni avrete bisogno che qualcuno vi aiuti a lavarvi. La prima doccia potrete farla dai 3 ai 5 giorni dopo l'operazione.

  • Aumentate gradualmente il tempo trascorso in posizione seduta o a camminare, e comunque non a letto.
  • Distribuite durante la giornata frequenti brevi passeggiate. Tra una passeggiata e l'altra prevedete delle brevi pause.
  • Evitate di tenere accavallate le gambe quando sedete o state sdraiati.
  • A letto, cercate di cambiare spesso posizione, almeno ogni 2 ore.
  • La sedia deve essere rigida. Se i poggia gomiti non sono abbastanza alti, fate spessore con dei cuscini.
  • Se state seduti a lungo, sollevate le gambe. Stare seduti a lungo, infatti, comprime i vasi sanguigni delle gambe e rallenta la circolazione sanguigna.
8. Il ritorno a casa

A seconda dell'intervento di chirurgia vascolare al quale sarete sottoposti, molto probabilmente sarete dimessi dopo 3-7 giorni dall'intervento. Ci sono interventi che richiedono una più lunga degenza post-operatoria: di tutto ciò sarete per tempo informati dal vostro chirurgo. Durante la fase post-operatoria sarete seguiti quotidianamente da un team medico che avrà il compito di pianificare il giorno esatto in cui sarete dimessi. È importante esser consapevoli del fatto che la durata del decorso post-operatorio è soggettiva e varia da paziente a paziente. Quando sarete dimessi, sarete già in grado di farvi la doccia in completa autonomia e potrete fare brevi passeggiate per il reparto. Riceverete istruzioni scritte sulle regole da osservare in convalescenza, sui farmaci da assumere e sulla data della visita di controllo. Una volta dimesso dalla clinica, è raro che il paziente ricorra alle cure mediche domiciliari.

Nei primissimi giorni, fate in modo che qualcuno dei vostri familiari o amici sia sempre con voi, affinché possa aiutarvi nelle faccende quotidiane (a cucinare, rassettare la casa, ecc.). Se vi preoccupa come pianificare l'uscita dalla clinica il giorno in cui sarete dimessi, siete pregati di parlarne con il personale infermieristico all'arrivo in clinica. Il giorno delle dimissioni dalla clinica, qualcuno (un familiare, un amico) dovrà venire a prendervi. Concordate l'ora esatta delle dimissioni con il personale infermieristico del reparto. Per i pazienti con un decorso post-operatorio senza complicanze, non è previsto alcun trasporto in autoambulanza.

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