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Interventi al cuore

Il team medico specialistico della clinica Magdalena, Croazia

I tipi d'intervento al cuore

Il bypass aorto-coronarico (CABG)

Il bypass orto-coronarico è un intervento che viene effettuato per migliorare il flusso del sangue al cuore, per ridurre i sintomi della patologia e migliorare il funzionamento del muscolo cardiaco. Utilizzando tratti dell'arteria toracica interna e/o parte della vena safena, il cardiochirurgo supera con un ponte i restringimenti presenti nelle arterie coronariche.

Il numero di bypass realizzati dipenderà dal numero di arterie danneggiate e dalla grandezza e dalla qualità dell'arteria a monte del punto del restringimento. Quando si utilizza un tratto della vena safena, una sua estremità va suturata all'aorta, mentre l'altra estremità va suturata all'arteria coronarica, a valle del restringimento.

Quando s'impiega, invece, un tratto dell'arteria toracica interna, una sua estremità va suturata a sinistra a una branca dell'aorta, mentre l'altra estremità va suturata all'arteria coronarica a valle del restringimento.

Il sangue ricco d'ossigeno, a questo punto, grazie al ponte (bypass) artificiale potrà scorrere sino a irrorare l'area del miocardio a valle del punto di restringimento o occlusione. I tratti di arterie che presentano un restringimento o un'occlusione e gli stent impiantati non saranno rimossi.

L'intervento alla valvola cardiaca

Se è possibile, è meglio aspettare che la vostra valvola cardiaca naturale guarisca. In caso contrario, occorre sostituirla con una valvola artificiale meccanica o biologica. La valvola cardiaca naturale mal funzionante va precedentemente rimossa. La valvola cardiaca artificiale sarà suturata alle strutture anatomiche circostanti del cuore. Alcuni pazienti si sentono già meglio subito dopo l'operazione; tuttavia, nella maggior parte dei casi, occorre attendere alcuni mesi per avvertire un miglioramento. Il cuore, costretto ai "lavori forzati" prima dell'operazione, ci metterà un po' di tempo a riprendersi. Per questo motivo vi saranno prescritti determinati farmaci e sarete costretti a seguire una determinata dieta alimentare. A prescindere dal fatto che vi sia stata impiantata una valvola artificiale biologica o meccanica, esiste sempre il rischio d'infezioni. Se, dopo l'impianto della valvola cardiaca artificiale, sarete sottoposti a un intervento odontoiatrico, urologico o chirurgico, dovrete preventivamente assumere una profilassi antibiotica. Prima di ciascuno degli interventi suddetti, informate il medico specialista (dentista, chirurgo, ecc.) che vi è stata impiantata una valvola cardiaca artificiale.

Riparazione del difetto del setto interatriale o interventricolare

In alcuni casi può essere necessario intervenire chirurgicamente per riparare l'apertura formatasi tra i setti che dividono le cavità cardiache: gli atri (parleremo in tal caso di difetto del setto interatriale o DIA) e i ventricoli (o difetto del setto interventricolare o DIV). Si tratta di difetti spesso già presenti alla nascita, e si verificano per anomalie verificatesi nel periodo embrionale. Il DIV può essere anche conseguenza di un infarto.

Operazione dell'aneurisma aortico

L'aorta è soggetta allo sviluppo di differenti malattie. L'aorta può dilatarsi, oppure gli strati delle sue pareti interne possono lesionarsi e dare vita all'aneurisma ("dilatazione"), il che richiederà un intervento di sostituzione. Il tratto dell'aorta interessato può essere lasciato in loco o rimosso completamente. Al suo posto si impianta un tratto artificiale, fatto con vari materiali molto resistenti.

Operazione dell'aneurisma ventricolare

L'infarto causa lesioni alle pareti del miocardio, la cui cicatrizzazione può dar vita a aneurismi o protuberanze sulle pareti del ventricolo sinistro. L'aneurisma riduce la funzione di pompaggio del cuore. È possibile intervenire rimuovendo chirurgicamente la parte dilatata e suturando i lembi delle strutture del muscolo cardiaco attorno all'incisione.

Miectomia nei casi di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva

Il setto che divide i ventricoli può ispessirsi a seguito di una cardiomiopatia congenita, il che comporterà disturbi nella circolazione del sangue all'interno del cuore. L'intervento chirurgico rimuove il tessuto in eccesso.

Rimozione delle neoplasie (es.: il mixoma)

Talvolta il cuore può essere la sede dello sviluppo del tessuto tumorale (il mixoma ne è la forma più frequente), che può creare disturbi al funzionamento del muscolo cardiaco. L'intervento chirurgico è teso a rimuovere la neoplasia.

Intervento di Bentall

Quest'intervento comprende la sostituzione sia della valvola aortica, sia del tratto ascendente dell'aorta.

Interventi chirurgici degli altri difetti cardiaci congeniti

C'è chi raggiunge l'età avanzata pur in presenza di un difetto cardiaco congenito. La terapia chirurgica in questi casi è molto complessa: ci penserà il vostro chirurgo a spiegarvene ogni suo aspetto.

Operazioni combinate

Ci sono situazioni in cui è necessario sia praticare un bypass, sia operare una valvola cardiaca. In questo caso parleremo di operazioni combinate. Vi sono anche pazienti, prossimi a un intervento chirurgico al cuore, che soffrono anche di stenosi carotidea dovuta all`arteriosclerosi. Se il chirurgo ritiene che la stenosi carotidea possa compromettere il risultato dell'intervento cardiaco, prima o durante l'intervento al cuore opererà anche l'arteria carotide. Gli interventi combinati di norma espongono il paziente a maggiore rischio rispetto agli interventi semplici.

Rischi e complicazioni legati agli interventi chirurgici al cuore

Sottoporsi o meno a un intervento chirurgico al cuore spesso richiede la valutazione dei vantaggi rispetto ai rischi. I rischi legati ai diversi interventi sono differenti da operazione a operazione, e dipendono dai seguenti fattori:

  • l'età del paziente
  • un recente infarto
  • altri problemi di salute (es.: nefropatia, diabete mellito)
  • lo stato del miocardio
  • il numero di valvole cardiache da riparare o sostituire, ecc.

Il vostro chirurgo vi spiegherà ogni aspetto dell'intervento, compresi i rischi a cui esso vi esporrà, comparandoli tuttavia ai rischi che potreste correre se non vi sottoponeste all'operazione. L'intervento chirurgico al cuore rientra nei grandi interventi chirurgici e, come tale, può comportare l'insorgere di varie complicanze di minore e maggiore entità. Il vostro anestesista vi parlerà dei rischi possibili e attesi e delle difficoltà nel periodo post-operatorio.

Tra le complicanze di un intervento chirurgico al cuore ricordiamo:

  • l'emorragia
  • l'aritmia (la tachicardia)
  • l'alterazione della conduzione dell'impulso elettrico nel cuore, che può richiedere l'impianto di un elettrostimolatore permanente (pacemaker)
  • l'infezione della ferita
  • i problemi respiratori
  • l'infarto, l'ictus celebrale
  • la morte

Il vostro chirurgo avrà cura di spiegarvi ogni singola possibile complicanza.

1. Il periodo pre-operatorio, ossia quello che precede il ricovero in clinica

L'ambulatorio cardochirurgico e anestesiologico

Soffrite di una cardiopatia che richiede un intervento chirurgico che sarà eseguito nella nostra clinica? Il nostro rapporto inizierà prima del ricovero, con una serie di visite pre-operatorie nei nostri ambulatori specialistici. Effettuata la visita cardiochirurgica, il nostro cardiochirurgo vi indirizzerà all'ambulatorio anestesiologico. Qui avrete un colloquio con uno degli anestesisti della nostra struttura, al quale sottoporrete tutti gli esami fatti sino a quel momento. Se soffrite di una qualche malattia cronica e siete sotto terapia, è necessario che documentiate il vostro stato in modo tale che sia possibile valutare la gravità del vostro stato di salute, la regolarità della cura e il tipo di terapia prescritta. L'anestesista, con cui potrete parlare di ogni esame effettuato, se necessario vi prescriverà ulteriori esami. Per ridurre ai minimi termini l'insorgenza di possibili complicanze e abbreviare al massimo i tempi della convalescenza post-operatoria, è necessario sia tenere sotto controllo le malattie croniche delle quali siete affetti, sia risolvere completamente ogni nuovo problema di salute che possa insorgere in attesa dell'intervento: raffreddori, mal di denti, infezioni al tratto urinario e simili. Nell'ambulatorio anestesiologico sarete informati dettagliatamente sul protocollo anestesiologico o sul procedimento delle cure intensive.

Quando sarò operato/a?

Saremo noi a comunicarvi la data prevista per l'operazione, oppure sarà il nostro cardiochirurgo, in occasione della visita nel suo ambulatorio, a indicarvi la data approssimativa dell'intervento.

I pazienti il cui stato di salute è valutato tanto grave da richiedere un'operazione d'urgenza, di norma sono trattenuti in clinica sino al giorno dell'operazione.

2. Che cosa posso e che cosa non posso fare?

In quali termini devo limitare la mia attività fisica?

L'unico limite alla vostra attività fisica sono le condizioni e le possibilità del vostro cuore e quello che vi consiglierà di fare il vostro medico. Per ogni domanda relativa a specifiche attività fisiche, rivolgetevi con fiducia al vostro medico di base o al vostro cardiologo. Se partecipate a un programma di riabilitazione cardiologica, continuate a frequentarlo.

Mi preoccupa l'esito dell'intervento: come superare la paura?

È normale essere preoccupati e aver paura prima di un intervento al cuore. Parlatene con qualcuno a voi vicino, un familiare, un amico, qualcuno che abbia già subito un intervento al cuore. L'ignoranza è alla base dell'ansia e della paura. Siate curiosi di sapere tutto della vostra malattia. Rivolgetevi al medico - al cardiologo, al chirurgo, all'anestesista, al personale infermieristico, al vostro medico di famiglia.

Prendo tante medicine: quale farmaco devo smettere di prendere prima dell'operazione?

Continuate ad attenervi alla terapia farmacologica prescrittavi. Salvo quanto vi è stato consigliato dal vostro medico, non cessate di assumere i farmaci che normalmente prendete. Se avete qualche domanda legata ai farmaci della vostra terapia, rivolgetevi con fiducia al vostro medico di base o al cardiologo. Il vostro chirurgo vi dirà quando smettere di prendere farmaci come Aspirina, Andol, Cardiopirina (acido acetilsalicilico) o farmaci anticoagulanti (Martefarin, Pelentan, Sintrom, Plavix) prima dell'operazione. Portate con voi in clinica, quando sarete ricoverati per essere operati, i farmaci della vostra abituale terapia nelle loro confezioni originali.

Il fumo fa male all'intervento chirurgico? Devo smettere di fumare?

Smettere di fumare è importante. Il fumo della sigaretta è deleterio per la salute perché provoca il restringimento delle coronarie, altera la produzione di secreto nei polmoni, accelera il ritmo cardiaco e favorisce l'ipertensione, oltre a rendere difficoltoso lo scambio gassoso e aumentare la concentrazione dei gas nocivi nel sangue. Il fumo, a lungo andare, danneggia permanentemente il sistema respiratorio e può favorire l'insorgere sia delle neoplasie, sia delle malattie croniche ostruttive del sistema polmonare, il che ridurrà sensibilmente la qualità della vita del paziente-fumatore. Il fumo è anche una delle cause del cancro alla vescica, il cui principale sintomo è l'ematuria, ossia la presenza di sangue nell'urina. Purtroppo, quando si manifesta questo sintomo, potrebbe già essere troppo tardi. Parlatene con il vostro medico di famiglia o frequentate uno dei programmi che aiutano a liberarsi della dipendenza da nicotina.

Che cosa devo mettere in borsa il giorno del mio ricovero?

Innanzi tutto portate con voi la vostra tessera sanitaria e la prescrizione medica attinente al ricovero, il tutto come concordato con il nostro ufficio pazienti. Portate con voi le vostre medicine, nella loro confezione originale. Ricordatevi di portare il minimo indispensabile: pochi vestiti e tutto il necessario per l'igiene personale: la vestaglia da camera (aperta sul davanti), un paio di scarpe comode, lo spazzolino e il dentifricio, la spazzola per i capelli, il deodorante, l'occorrente per radersi, la vaschetta porta protesi dentaria, gli occhiali e l'apparecchio acustico (se necessario), biancheria e pigiami puliti che indosserete e cambierete durante i giorni della degenza post-operatoria, ecc. Lasciate ogni oggetto di valore (ingenti somme di denaro, anelli, orologi, braccialetti ecc.) a casa.

3. Benvenuti in clinica

Che succede dopo l'arrivo in clinica?

Appena arrivati, rivolgetevi all'ufficio pazienti al pianterreno, accanto alla reception.

Dovrete avere:

  1. la documentazione medica pregressa

Un addetto dell'ufficio pazienti avrà cura di accompagnarvi alla vostra camera.

Una volta sistemati in camera, sarete sottoposti a determinati esami pre-operatori:

  1. radiografia polmoni e cuore
  2. ECG - elettrocardiogramma
  3. esami del sangue
  4. altri esami su prescrizione del medico (ecografia, ecc.)

La mia famiglia desidera starmi vicina durante la mia degenza in clinica? Quali possibilità offre la località?

I familiari del paziente potranno trovare sistemazione in uno degli alberghi o delle altre strutture ricettive presenti nella località di Krapinske Toplice.

4. I preparativi in vista dell'operazione

Durante i preparativi pre-operatori sarete oggetto delle "particolari attenzioni" di un vero e proprio team di specialisti composto da un giovane chirurgo, un chirurgo esperto senior e da un anestesista. All'arrivo in clinica, continuerete la dieta e la terapia prescrittevi prima del ricovero. La sera prima dell'operazione consumerete soltanto una cena leggera. Potrete bere quando ne avrete necessità, fermo restando il divieto assoluto di bere alcolici. È importante esser digiuni 6 ore prima dell'intervento. È obbligatorio farsi la doccia e lavarsi i capelli con il sapone liquido che vi sarà fornito dal personale infermieristico del reparto. Fatevi la doccia la sera prima dell'operazione e la mattina del giorno previsto per l'operazione. Se soffrite di stitichezza, vi sarà data una supposta lassativa.

Visita anestesiologica pre-operatoria

Il giorno prima dell'operazione, l'anestesista verrà a farvi visita per prendere visione di ogni aspetto della vostra documentazione medica. Vi illustrerà il programma di cura che comprenderà i protocolli in sala operatoria e quelli previsti nel Reparto di terapia intensiva.

Il giorno dell'operazione è arrivato

Circa un'ora prima di avviarsi verso la sala operatoria, vi sarà dato un sedativo che ingoierete aiutandovi con un sorso d'acqua. L'effetto sedativo e calmante del farmaco vi aiuterà a superare il senso di ansia normalmente avvertito prima dell'operazione.

5. L'intervento al cuore

Che cosa succede il giorno dell'operazione?

Circa un'ora prima di avviarsi verso la sala operatoria, vi sarà dato un sedativo che ingoierete aiutandovi con un sorso d'acqua. L'effetto sedativo e calmante del farmaco vi aiuterà a superare il senso di ansia normalmente avvertito prima dell'operazione.

Quanto durerà l'intervento?

Gli interventi al cuore durano dalle 4 alle 5 ore, a seconda del tipo d'intervento.

Riceverò una trasfusione di sangue?

Nelle operazioni a cuore aperto è spesso necessario ricorre a una trasfusione. Ogni trasfusione porta con sé una certa dose di rischio (la trasmissione di una malattia infettiva, l'incompatibilità con il sangue o con i suoi costituenti trasfusi). L'importante è sapere che si ricorrerà alla trasfusione del sangue o dei suoi costituenti soltanto se sarà necessario.

Il corso dell'anestesia

Una volta nella sala operatoria, il tecnico anestesista applicherà alla vostra pelle gli elettrodi che consentiranno di monitorare la funzione cardiaca. Poi l'anestesista introdurrà le cannule in materiale plastico nella vena dell'avambraccio e nell'arteria ulnare. Segue la somministrazione dei farmaci che vi prepareranno all'anestesia. Riceverete un mix personalizzato di farmaci sedativi, analgesici e miorilassanti. Quando iniziano ad agire, l'anestesista supervisiona e garantisce la persistenza di tutte le vostre funzioni vitali. Affinché ciò sia possibile con il massimo grado di sicurezza, l'anestesista provvederà a intubarvi con tutta una serie di tubi in plastica:

  1. Il tubo endotracheale - viene inserito attraverso la bocca nella trachea, mantiene libere le vie respiratorie e consente l'uso del ventilatore, ossia di quell'apparecchio che svolge al vostro posto la parte meccanica del processo respiratorio.
  2. Il sondino naso-gastrico - è un tubicino che, inserito nel naso, raggiunge lo stomaco. Il suo compito è quello di svuotare i contenuti gastrici per tutto il tempo in cui sarete collegati al ventilatore.
  3. Il catetere urinario - è quel tubicino che viene inserito nella vescica tramite l'uretra e serve per svuotare la vescica e monitorare la quantità di urina prodotta durante l'intervento.
  4. I cateteri venosi - questi tubi, che s'inseriscono nelle vene profonde del collo o sotto le clavicole, permettono di tenere sotto controllo e rilevare costantemente i valori della pressione in prossimità del cuore e di somministrare farmaci che agiscono sul sistema vascolare e sul miocardio.
  5. Nel corso dell'intervento, il chirurgo inserirà altri fili e tubi/cateteri per il drenaggio toracico, i quali avranno il compito di eliminare nelle prime 24 ore dopo l'intervento l'eccesso di liquidi nella cavità toracica, e i cavi elettrici per l'elettrostimolatore cardiaco temporaneo.

Al termine dell'intervento, l'anestesista non vi sveglierà in sala operatoria, bensì nel Reparto di terapia intensiva, nel quale sarete trasferiti ancora sotto anestesia.

6. La terapia intensiva

A prescindere dal tipo d'operazione a cui sarete sottoposti, i procedimenti che descriveremo in questo paragrafo sono comuni a tutti i pazienti. Qualche ora dopo l'operazione, provvederemo a controllare la stabilità del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa, oltre a sincerarci dell'assenza di emorragie in corso. Se la fase post-operatoria non presenta alcun problema, l'anestesista vi sveglierà eliminando il farmaco ipnotico che vi teneva addormentati. Sarete consapevoli di ciò che accadrà intorno a voi e comprenderete quello che vi diranno le infermiere del reparto e l'anestesista. Costoro vi rivolgeranno semplici domande, alle quali sarete chiamati a rispondere con un cenno del capo. Non potrete ancora parlare ma, in compenso, respirerete in completa autonomia.

Quando riprenderete a respirare autonomamente e senza alcuno sforzo, rimuoveremo il tubo endotracheale. A quel punto potrete parlare.

Il decorso post-operatorio comprende i seguenti procedimenti:

  1. la rimozione del sondino naso-gastrico
  2. la rimozione dei drenaggi
  3. l'assunzione graduale di liquidi e cibo
  4. non riceverete più farmaci per via endovenosa, ma in forma di pastiglie o compresse
  5. sarete sottoposti a esercizi di fisioterapia
  6. i preparativi per il trasferimento al reparto di cardiochirurgia

Raggiunti con successo tutti gli obiettivi del rapido recupero dopo l'intervento al cuore, terminerete la vostra degenza nel reparto di terapia intensiva. Prima di continuare le cure nel reparto di cardiochirurgia, l'anestesista verificherà la stabilità del funzionamento dei vostri sistemi vitali e, assieme al personale infermieristico, vi impartirà a voce le istruzioni che dovrete seguire appena sarete trasferiti al reparto di cardiochirurgia.

Sentirò dolore dopo l'operazione?

Se avvertite dolore o bruciore nella regione dell'incisione, ditelo al personale infermieristico o all'anestesista, i quali provvederanno a somministrarvi la giusta dose di analgesico per eliminare del tutto ogni dolore.

Cos'è la fisioterapia e come viene effettuata?

La fisioterapia comprende tutta una serie di esercizi che vi saranno mostrati dal fisioterapista e che sarete chiamati a eseguire, con il suo aiuto, fin dal momento in cui sarete staccati dal ventilatore. Innanzi tutto si tratta di esercizi di respirazione finalizzati alla completa riattivazione della funzione respiratoria dopo che i vostri polmoni sono stati ventilati artificialmente. Segue una serie di esercizi che interessano le braccia e le gambe, e che consentono di mantenere a un buon livello il tono muscolare e la mobilità dell'apparato locomotore. La capacità di assumere la postura seduta e quella in piedi è un importante criterio per decidere il trasferimento al Reparto di cardiochirurgia.

Che cosa posso mangiare subito dopo l'operazione?

Subito dopo l'operazione, di solito, non si avverte il senso della fame, ma col passare del tempo l'appetito ritornerà quello di prima. Osserverete una dieta che prevederà cibi leggeri, adatti alle vostre esigenze. Essa proseguirà anche nel Reparto di cardiochirurgia.

I miei familiari in che modo saranno informati sul mio stato di salute mentre sarò ricoverato nel reparto di anestesiologia o nel reparto di terapia intensiva?

Ogni giorno, dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 19.00, i vostri familiari potranno informarsi sul vostro stato di salute chiamando (moramo definirati broj koji će zvati i tko će im se javljati).

Potrò ricevere visite di familiari durante la degenza nel reparto di terapia intensiva?

I vostri familiari potranno farvi visita a patto che siano sani. È possibile infatti che, per ragioni di carattere epidemiologico, le visite siano limitate o interdette per un certo periodo. Si sconsigliano le visite di minori d’età inferiore ai 16 anni. Il tempo delle visite andrà concordato con l’anestesista di turno. Durante le visite, i familiari sono tenuti al rispetto del Regolamento interno della Clinica.

7. Cure e convalescenza in reparto.

Chi si prenderà cura delle vostre cicatrici?

Per raggiungere il cuore, il chirurgo dovrà eseguire un'incisione longitudinale al centro del petto che parte da sotto il collo e termina alla fine dello sterno. Finita l’operazione, lo sterno viene suturato con fili in acciaio inossidabile o con un filo resistentissimo. Questi fili non saranno rimossi. Durante il processo di cicatrizzazione ossea, il nuovo tessuto osseo andrà a coprire i punti di sutura. Se siete stati sottoposti all’impianto di un bypass, lungo la gamba avrete la cicatrice dell'incisione fattavi per asportare la vena adoperata per il bypass. Il personale infermieristico avrà il compito di controllare quotidianamente le vostre ferite. Le fasciature saranno rimosse due giorni dopo l'operazione. Durante i primi giorni successivi all'intervento, le ferite saranno disinfettate una o due volte al giorno con uno speciale liquido antisettico. Attorno alle incisioni potrete avvertire rossori, gonfiori, secreto e, più tardi, ematomi: si tratta di fenomeni assolutamente normali che, col passare del tempo, scompariranno completamente.

Ecco alcune importanti regole igieniche da seguire:

  • non toccate le ferite!
  • non staccate la crosta formatasi sulla ferita, né i cerotti adesivi!
  • non cospargete le ferite con lozioni per il corpo o talchi!
  • se sentite prurito attorno alla ferita, copritela con una garza umida. Quest'espediente vi aiuterà a sopportare meglio il prurito.

In occasione della prima doccia (dai 3 ai 5 giorni dopo l'operazione), lavate la ferita (la cicatrice) con molta attenzione con acqua e sapone, ed asciugatela con un asciugamano ma senza strofinare.

Prima di essere dimessi, riceverete le necessarie istruzioni sulla cura e la pulizia delle cicatrici. Prima di essere dimessi, saranno rimossi dal vostro sterno gli elettrodi e i fili di sutura temporanei.

Respirare profondamente e tossire: esercizi per il recupero post-operatorio

L'operazione al cuore lascia qualche conseguenza nei polmoni, compresa una maggior quantità di secreto. I parametri della vostra funzione respiratoria saranno monitorati giornalmente. Potrete avvertire un senso di tensione e dolore nell'area della cassa toracica e alle spalle.

Respirare profondamente e tossire sono esercizi molto importanti per la ripresa del paziente dopo l'operazione. Aiutano, infatti, a evitare complicanze a livello polmonare. Respirare profondamente aiuta a ripristinare la funzione polmonare, tossire aiuta a eliminare il secreto in eccesso.

  • Respirate profondamente alcune volte (come quando annusate un fiore o il profumo del pane appena sfornato), trattenete il respiro per 3 secondi, rilassatevi, espirate e ripetete il procedimento daccapo.
  • Quando tossite, comprimete con un cuscino o una coperta piegata la gabbia toracica, in modo da proteggere e supportare la regione della cicatrice. Non abbiate paura di tossire - uno o più colpi di tosse non potranno danneggiare la vostra ferita.
  • Assumere analgesici aumenterà l'efficacia di questi esercizi e lenirà eventuali sensazioni di dolore.

Gli esercizi di respirazione, che potrete eseguire sia a letto, sia seduti su una sedia, inizieranno subito dopo l'estrazione del tubo endotracheale. L'ideale è eseguirli ogni ora per 3-5 minuti (eccetto il tempo dedicato al sonno).

Attività fisica

  • Ricordate: ogni attività fisica rappresenta uno sforzo per il vostro corpo debilitato dall'operazione. Una certa sensazione di spossatezza e di debolezza sono normali nel periodo di convalescenza.

La vostra forma fisica migliorerà di giorno in giorno. I miglioramenti in questo senso non vorranno dire soltanto poter camminare, ma anche poter stare seduti per periodi sempre più lunghi. È normale, in questi casi, essere soggetti ad alti e bassi. Fin dal primo giorno successivo all'operazione, tuttavia, sarete in grado di camminare con l'aiuto di un'infermiera o del fisioterapista.

I primi giorni avrete bisogno che qualcuno vi aiuti a lavarvi. La prima doccia potrete farla dai 3 ai 5 giorni dopo l'operazione.

  • Aumentate gradualmente il tempo trascorso in posizione seduta o a camminare, e comunque non a letto.
  • Distribuite durante la giornata frequenti brevi passeggiate. Tra una passeggiata e l'altra, prendetevi delle brevi pause.
  • Evitate di tenere accavallate le gambe quando siete seduti o sdraiati.
  • A letto, cercate di cambiare spesso posizione, almeno ogni 2 ore.
  • La sedia sulla quale sedete deve essere rigida. Se i braccioli non sono abbastanza alti, fate spessore con dei cuscini.
  • Se state seduti a lungo, sollevate le gambe. Stare seduti a lungo, infatti, comprime i vasi sanguigni delle gambe e rallenta la circolazione sanguigna.
8. Il ritorno a casa

Molto probabilmente sarete dimessi dopo 8-10 giorni dall'intervento. Durante la fase post-operatoria sarete seguiti quotidianamente da un team medico che avrà il compito di pianificare il giorno esatto in cui sarete dimessi. È importante esser consapevoli del fatto che la durata del decorso post-operatorio è soggettiva e varia da paziente a paziente. Quando sarete dimessi, sarete già in grado di farvi la doccia in completa autonomia e potrete fare brevi passeggiate per il reparto. Riceverete istruzioni scritte sulle regole da osservare in convalescenza, sui farmaci da assumere e sulla data della visita di controllo. Una volta dimesso dalla clinica, è raro che il paziente ricorra alle cure mediche domiciliari.

Nei primissimi giorni, fate in modo che qualcuno dei vostri familiari o amici sia sempre con voi, affinché possa aiutarvi nelle faccende quotidiane (a cucinare, rassettare la casa, ecc.). Se vi preoccupa come pianificare l'uscita dalla clinica il giorno in cui sarete dimessi, siete pregati di parlarne con il personale infermieristico all'arrivo in clinica. Il giorno delle dimissioni dalla clinica, qualcuno (un familiare, un amico) dovrà venire a prendervi. Concordate l'ora esatta delle dimissioni con il personale infermieristico del reparto. Per i pazienti con un decorso post-operatorio senza complicanze, non è previsto alcun trasporto in autoambulanza.

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